CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO

Con l’obiettivo di sostenere e incentivare la crescita e la competitività delle imprese italiane, sono stati introdotti diversi contributi a fondo perduto che mirano a favorire l’adozione di tecnologie avanzate, la transizione verso modelli di produzione più sostenibili e lo sviluppo delle aree economicamente svantaggiate del Paese. In particolare, le principali aree di agevolazione sono:

Credito di imposta “industria 4.0” à supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi.

Beni strumentali materiali tecnologici:

  • se compresi nell’Allegato A, spetta un credito di imposta fino ad un massimo del 20% dell’investimento;
  • se compresi nell’Allegato B, il credito d’imposta spettante è del 10%.

Il credito d’imposta è riconosciuto per gli investimenti effettuati fino al 30 giugno 2026 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2025 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 % del costo di acquisizione.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dall’anno dell’avvenuta interconnessione dei beni al sistema aziendale.

 

“Credito d’imposta “Piano transizione 5.0” à sostenere il processo di trasformazione digitale ed energetica delle imprese.

Esso attiene a nuovi investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2025 che comportino una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva non inferiore al 3% o, in alternativa, una riduzione dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento non inferiore al 5 %.

In particolare, la riduzione dei consumi energetici deve conseguire da investimenti in beni materiali/immateriali funzionali alla transizione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0” (Allegati A e B alla Legge 232/2016).

Inoltre, sono agevolabili:

  • i beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, a eccezione delle biomasse, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta;
  • spese per la formazione del personale nell’ambito di competenze utili alla transizione dei processi produttivi.

L’ammontare del credito d’imposta varia in relazione all’ammontare dell’investimento e alla riduzione dei consumi fino ad una percentuale massima del 45% dell’investimento effettuato.

 

Credito di imposta “Z.E.S unica “

Sono agevolabili gli investimenti di non meno di 200.000 euro realizzati sino al 15 novembre 2025, relativi all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nella ZES unica, nonché all’acquisto di terreni e all’acquisizione, alla realizzazione ovvero all’ampliamento di immobili strumentali agli investimenti ed effettivamente utilizzati per l’esercizio dell’attività nella struttura produttiva (massimo il 50% del valore complessivo)

 

Ires agevolata e cumulo di contributi à le imprese che investono in beni strumentali tecnologicamente avanzati (Allegato A e B), a ricorrere di talune condizioni, possono usufruire dell’aliquota agevolata del 20% in luogo di quella ordinaria del 24%. La Legge di bilancio, inoltre, ha esteso la possibilità di cumulo dell’agevolazione Zes con il Credito d’imposta “Piano transizione 5.0” rimuovendo il vincolo di cumulabilità con le sole misure basate su risorse nazionali.

 

Tutti coloro che sono interessati ad accedere a queste agevolazioni possono rivolgersi al nostro Studio.



Lascia un commento